FAQ: cos’è l’ippoterapia e molto altro…

Cos’è l’ippoterapia? A cosa serve realmente? Le domande che riceviamo di più riguardano quasi sempre le stesse cose.

Perché il cavallo? Come funziona? È adatto a mio figlio? Costa tanto? È sicuro?

In questa pagina abbiamo raccolto le risposte umanamente più complete ed oneste che possiamo dare, basandoci su oltre vent’anni di esperienza sul campo.
Se non trovi la risposta che cerchi, non esitare a contattarci direttamente. Siamo persone reali, rispondiamo noi.

Cos’è l’ippoterapia? Domande generali sulle nostre attività

❓ Cos’è l’ippoterapia?
Nel senso comune, il termine “ippoterapia” indica l’utilizzo del cavallo come mediatore in interventi di carattere terapeutico, educativo o riabilitativo a favore di persone con disabilità fisiche, cognitive, psichiatriche o sociali. Il cavallo, in movimento, trasmette al cavaliere stimolazioni fisiche e sensoriali che agiscono positivamente su equilibrio, tono muscolare, coordinazione e benessere psicologico. In senso più ampio, il termine viene usato per indicare tutte le attività assistite con il cavallo, indipendentemente dal grado di formalizzazione clinica.

❓ L’ippoterapia è una terapia riconosciuta?
In Italia, le attività di tipo terapeutico con il cavallo sono regolate dalle Linee Guida Ministeriali sugli Interventi Assistiti con Animali (IAA), che richiedono la presenza di professionisti sanitari per gli interventi di tipo clinico. Le attività sportivo-educative come l’Equitazione Integrata® EQUITABILE® rientrano invece nell’area sportiva CONI e non richiedono tale inquadramento sanitario in quanto “volutamente” sono proposte in area educativa, ludico-sportiva ed esperienziale. ASD Incontro a Cavallo opera nell’area sportiva, con operatori certificati SNaQ-CONI.

❓ Quali sono i benefici documentati dell’ippoterapia?
La letteratura scientifica e decenni di pratica educativa documentano una serie di benefici costantemente rilevati: miglioramento dell’equilibrio e della postura attraverso il movimento del cavallo; sviluppo del tono muscolare; incremento dell’autostima e della fiducia in sé stessi; riduzione dei comportamenti problematici e miglioramento della regolazione emotiva; sviluppo della comunicazione verbale e non verbale; aumento della motivazione e del coinvolgimento; sviluppo di competenze trasversali applicabili alla vita quotidiana.

❓ Cos’è diverso tra ippoterapia e pet therapy?
La pet therapy (o terapia assistita da animali) indica in senso ampio gli interventi terapeutici che utilizzano diversi tipi di animali come co-terapeuti. L’ippoterapia è la forma specifica che utilizza il cavallo. La dimensione del cavallo, il suo movimento tridimensionale simile al passo umano, la complessità della relazione che si crea e la molteplicità degli stimoli offerti rendono il cavallo uno strumento unico e qualitativamente diverso da altri animali.

Domande sull’Equitazione Integrata®

❓ Cos’è l’Equitazione Integrata®?
L’Equitazione Integrata® (marchio registrato EQUITABILE®) è una metodologia sportivo-educativa che porta i benefici dello sport equestre alle persone con disabilità, fragilità o rischio di esclusione sociale. A differenza dell’ippoterapia tradizionale — che è un intervento sanitario — l’Equitazione Integrata® si colloca nell’ambito sportivo dilettantistico, con obiettivi di inclusione, benessere e sviluppo delle competenze trasversali. È condotta da operatori certificati SNaQ-CONI e non richiede la presenza di professionisti sanitari.

❓ Qual è la differenza tra ippoterapia e Equitazione Integrata®?
L’ippoterapia tradizionale è un intervento clinico condotto da professionisti sanitari (fisioterapisti, terapisti, psicologi), rivolto principalmente a disabilità medio-gravi, in un contesto formale di riabilitazione. L’Equitazione Integrata® è invece un percorso sportivo-educativo, condotto da operatori brevettati EQUITABILE®, che si rivolge a tutta la gamma di disabilità e fragilità con un approccio non clinico, puntando sulle abilità residue e sull’inclusione sociale.

❓ L’Equitazione Integrata® è adatta anche a disabilità gravi?
Sì, con le dovute valutazioni e la progettazione individualizzata. I nostri operatori di 2° livello sono formati per lavorare anche con disabilità motorie e psichiatriche più complesse per le quali non sia prescritta la tradizionale terapia è che preveda una progettazione basata sull’i. In alcuni casi, il percorso può iniziare con attività prevalentemente a terra, senza montare in sella, per rispettare i tempi e le caratteristiche della persona.

Domande su patologie e target specifici

❓ L’ippoterapia è efficace per bambini con autismo?
Numerose esperienze pratiche e studi preliminari suggeriscono che le attività con il cavallo possono avere effetti positivi sui bambini con disturbi dello spettro autistico: miglioramento del contatto visivo, riduzione dei comportamenti ripetitivi, incremento delle abilità comunicative e sociali. Il cavallo, con la sua natura non verbale e non giudicante, offre a molti bambini con autismo un canale di comunicazione più accessibile rispetto alle interazioni umane. ASD Incontro a Cavallo ha esperienza specifica in questo ambito.

❓ Le attività con il cavallo sono adatte a persone con sindrome di Down?
Assolutamente sì. Le persone con sindrome di Down traggono grandi benefici dall’equitazione: miglioramento del tono muscolare (frequentemente ridotto nella sindrome di Down), sviluppo dell’equilibrio, incremento della concentrazione e dell’autostima, e naturalmente la gioia della relazione con l’animale. Abbiamo esperienza pluriennale con praticanti con sindrome di Down di diverse età.

❓ Ci sono controindicazioni all’ippoterapia?
Alcune condizioni possono richiedere una valutazione medica preliminare prima di iniziare le attività equestri: instabilità atlantoassiale (frequente nella sindrome di Down), epilessia non controllata farmacologicamente, patologie alle anche come lussazione o difficoltà a divaricare, allergie agli animali o al fieno, fragilità ossea severa, problemi ortopedici acuti. In ogni caso, raccomandiamo sempre di informarci della storia clinica della persona prima di iniziare, così da valutare insieme l’appropriatezza del percorso prima ancora di iniziare a recuperare documentazione o certificazioni mediche atte a dare il nulla osta alla partecipazione alle nostre attività.

❓ Le attività con il cavallo sono indicate anche per anziani con demenza?
Sì, con le dovute precauzioni. Le attività a terra con il cavallo — accarezzarlo, spazzolarlo, stargli vicino — hanno dimostrato effetti positivi sulla qualità di vita di anziani con demenza lieve e moderata: stimolazione dei ricordi attraverso le emozioni, riduzione dell’agitazione, incremento del benessere relazionale. Collaboriamo con residenze per anziani per progettare attività accessibili e significative.

Domande pratiche sull’ippoterapia

❓ A che età si può iniziare l’ippoterapia?
In genere, i percorsi strutturati con bambini iniziano intorno ai 3-4 anni, quando è possibile gestire la comunicazione di base e la sicurezza in sella. Tuttavia, alcune attività a terra (avvicinarsi al cavallo, toccarlo, interagire con esso) sono proposte anche per bambini più piccoli, soprattutto nel contesto del progetto Pony-Amo per la scuola dell’infanzia.

❓ Quante sessioni a settimana sono necessarie?
Per la maggior parte dei percorsi, una sessione settimanale è la frequenza standard e quella che garantisce il maggior beneficio in termini di apprendimento e consolidamento. Alcune progettazioni intensive prevedono due sessioni a settimana, in accordo con l’équipe educativa o riabilitativa di riferimento.

❓ Cosa deve indossare il praticante?
Abbigliamento comodo e adatto al contesto equestre: pantaloni lunghi non rigidi (no jeans stretti), scarpe chiuse con un minimo di tacco (anche ginniche con il fondo non completamente piatto). Il casco equestre è obbligatorio in sella e viene fornito dall’associazione per le prime lezioni: successivamente si richiede il proprio copricapo rigido ed eventualmente paraschiena. Non serve abbigliamento tecnico specifico per iniziare.

❓ Posso assistere alla sessione di mio figlio?
Di norma no, sebbene i genitori o i caregiver possono assistere  a distanza alle sessioni per favorire l’attenzione del cavaliere speciale e tenersi un momento di totale indipendenza. Certamente nelle prime fasi di avvicinamento, quando il nuovo tecnico non è ancora “figura di riferimento” e si deve effettuare un passaggio di consegne il genitore è una risorsa importante e di facilitazione relazionale. Nel tempo però è fondamentale che i genitori si allontanino per garantire la dovuta serenità e concentrazione durante le attività, evitare antipatiche ingerenze e favorire quell’obiettivo di indipendenza, così importante per la loro crescita ed autostima personale dei rispettivi figli. La presenza dei genitori può essere sia un supporto che una distrazione per alcune persone: lo valutiamo insieme caso per caso, soprattutto per i più piccoli, ma sempre in accordo con l’operatore responsabile dell’attività.